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Diga di Chiauci, Isernia
Progetto di costruzione
Raggruppamento Imprese Furlanis, Cifa, Vittadello - 1986/1989
La diga di Chiauci sul F. Trigno è stata riprogettata in sede di realizzazione tenendo conto dei risultati di un'approfondita indagine geologica e del Nuovo Regolamento Dighe dei 1982. La capacità di regolazione del bacino è di 14,2 x 106 m³ ; la diga, alta 70 m, con lunghezza al coronamento di 141 m, è del tipo in pietrame (rockfill) con dispositivo di impermeabilizzazione costituito da un manto bituminoso. A fianco dello sbarramento principale due zone di cui quella più estesa ricade in sinistra fluviale sono protette con placcaggi di pietrame e dispositivi di tenuta costituiti da membrane sottili protette. Lo sfioratore superficiale è costituito da un unico calice di 32 m di diametro in sommità, alto circa 40 m sul piano di campagna. La galleria che recapita le acque a valle della diga ha un diametro di 10 m, una lunghezza di circa 380 m e termina con un risalto libero ricadente in una platea immorsata nella roccia di base. Lo scarico di fondo, al di sotto dei quale è posta anche la tubazione Ø 170 cm di derivazione delle acque, ha un diametro di 4,50 m, è lungo circa, 490 m e termina anch'esso con un risalto libero. L'attività progettuale ha riguardato anche la realizzazione di un bacino a livello costante, laghetto di Pescolanciano, situato nella coda del bacino artificiale principale e l'assistenza idraulica ad opere complementari quali le strade di accesso e le sistemazioni delle sponde dei bacino. Nel corso della progettazione una particolare cura è stata posta nel rispettare le esigenze ambientalistiche. Pertanto per la realizzazione dei manufatti di imbocco e sbocco dello sfioratore a calice si è data la preferenza a soluzioni con fondazioni a pozzo per evitare escavazioni amplissime, fortemente perturbatrici dell'ambiente. Ove possibile si è previsto di ripristinare al termine dei lavori la situazione preesistente. Per la cava di prestito ubicata immediatamente al di sopra dello sbarramento è stato studiato un provvedimento di sistemazione finale atto a valorizzare il nuovo ambiente lacuale ed i suoi dintorni. Con attenzione sono stati anche studiati gli scavi di regolarizzazione della stretta, comprendente pareti sub-verticali e talora a strapiombo, in modo da consentire un graduale inserimento dei corpo della diga. Si è previsto di procedere a partire dall'alto utilizzando una serie di gradonature da eliminare in risalita.  
 
 
 
 
 
 
 
 

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